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Il periodo Jomon

  • Immagine del redattore: Rik Grey
    Rik Grey
  • 26 nov 2017
  • Tempo di lettura: 1 min

Aggiornamento: 16 dic 2017

Come erano i primi cani che popolarono le isole giapponesi? come si sono evoluti fino ad arrivare alle moderne razze da noi conosciute?


La storia del cane e del suo rapporto con l'uomo in Giappone risale a tempi antichissimi. I primi ritrovamenti archeologici del Periodo Jomon (che parte dal 10.000 a.c. fino al 300 a.c.), suggeriscono che i cani coesistevano con l'uomo già dall'età della pietra. Questi antichi abitanti delle isole giapponesi utilizzavano i cani per la caccia ed erano molto apprezzati per questo. Ci sono siti archeologici del periodo Jomon sparsi in tutto l'arcipelago e molti di essi contengono scheletri di cani ben conservati in tombe.


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Dall'analisi dei resti arrivati fino ai giorni nostri, la più grande differenza tra lo Shiba come lo conosciamo adesso e lo Shiba cosiddetto "Jomon" sono principalmente il cranio stretto e lungo, uno stop poco marcato con una piccola depressione frontale e dei denti più sviluppati e grandi.


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Nella prima foto si nota come il cranio dello Shiba Jomon sia più stretto rispetto a un cranio di uno Shiba moderno. La seconda foto invece evidenzia nettamente la differenza di stop frontale che con il tempo si è accentuato notevolmente nello Shiba moderno.


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Ecco quindi come doveva essere lo Shiba Jomon in base a una ricostruzione: molto diverso dalle moderne razze giapponesi, ma ad esse riconducibile per le orecchie dritte, la coda a falce, la taglia e le proporzioni del corpo.


Foto tratte da "Japanese Dogs" by Michiko Chiba (Kodansha International, Tokyo, New York, London 2003).


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